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Mirabolanti avventure degli abitanti di Casa Logic, che non ospita più sei (+n) brutti in via XXX nel centro di Bologna - Un misto tra il governo Prodi e la fattoria degli animali. Home|Info

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Buon 2008 da Napoli

domenica, gennaio 06, 2008




Qualche utile approfondimento:
1) Affari
2) Finanza

(p.s. altro che tassa sul rusco!)
succede solo a casalogic | 18:54 | commenti (10) | Linka questo post|
mafia


Commenti
#1   07 Gennaio 2008 - 00:43
 
Bassolino dimettiti.

Il «call center spazzatura»
E la Corte dei conti condannò il governatore

Sapete quanta diossina hanno liberato ieri, nel cielo (ex) azzurro di Napoli, i 65 cassonetti di pattume bruciati nelle rivolte di piazza? Poco meno di 9 mila microgrammi. Pari a quanta ne butta fuori l'inceneritore di Marghera in 546 giorni a pieno ritmo. E quante polveri nocive si sono levate, da quei cassonetti? Quante ne espelle il termovalorizzatore di Brescia in 441 giorni. Lo dicono i dati dell'Istituto superiore di sanità basati su numeri del governo svedese. Dati ripresi anche da un ambientalista al di sopra d'ogni sospetto quale il presidente onorario di Legambiente Ermete Realacci.

Certo, lo sa benissimo anche lui che l'ideale sarebbe fare a meno degli inceneritori grazie a una virtuosa riduzione dei consumi, a una raccolta differenziata capillare, al recupero di tutto ciò che è riciclabile, all'uso di nuove tecnologie come quel «dissociatore molecolare» che Alfonso Pecoraro Scanio descrive con l'entusiasmo che Giovanni da Pian del Carpine metteva nel descrivere la residenza del Gran Khan Guyuk. Quello è il punto di arrivo. Ma intanto? Cosa fare, della esondazione di «munnezza» che sta allagando Napoli e le sue disperate periferie? Come rimuovere il bubbone di oggi così da poter approntare le cure di domani? Cosa fare di quelle 95 mila tonnellate di spazzatura che traboccano sulle strade e delle 7 milioni di fetide «ecoballe» («testate» all'inceneritore di Terni, lo hanno bloccato per mesi rivelandosi gonfie di sostanze radioattive) oggi accatastate in oscene piramidi così ingombranti da avere paralizzato l'attività perfino dell'impianto Cdr di Caivano? Il piano Bertolaso Sempre lì si torna: al piano di Guido Bertolaso. Che aveva proposto di guadagnare un anno di tempo scaricando tutto ciò che si poteva nella grande cava dismessa di argilla di Serre, in provincia di Salerno, e usare quel tempo per concludere i lavori al termovalorizzatore di Acerra e insieme avviare sul serio la raccolta differenziata così da permettere ai nuovi impianti di bruciare «ecoballe» vere.

Progetto saltato per l'ennesima ribellione di piazza e sostituito, con la benedizione dello stesso Pecoraro, con la sventurata creazione a pochi chilometri di una discarica nuova, ottenuta a costi esorbitanti abbattendo centinaia di querce secolari. Misteri ambientalisti. E adesso? C'è chi dice che non c'è scampo, piaccia o non piaccia, alla riapertura della orrenda cloaca di Pianura. Chi non vede alternative a caricare decine di treni per la Germania o la Roma nia. Chi suggerisce, come Walter Ganapini, già protagonista di quel «miracolo» che vide Milano risolvere l'annoso problema delle discariche e passare in quattro settimane dal 3 al 33% di raccolta differenziata, di tamponare l'emergenza usando siti dello stato soggetti a servitù militari. Ciò che è certo, è che quelle cataste di spazzatura stanno causando non solo a Napoli ma a tutto il Paese un danno di immagine inaccettabile. Che si aggiunge al danno fatale: l'inquinamento della terra, delle falde, dei pascoli che non solo, come ha ricordato Roberto Saviano, ha fatto impennare del 24% i malati di tumore nelle aree a rischio. Ma ha fatto abbattere migliaia di pecore, mucche, bufale perché il loro latte, come denuncia Realacci, «doveva essere trattato come un liquido tossico da smaltire».

Lo scaricabarile


Cosa sarà deciso? Soprattutto: chi prenderà queste decisioni? E sarà disposto a raccogliere davvero la sfida dichiarando guerra frontale alla camorra? Boh... Lo scaricabarile di questi giorni tra Antonio Bassolino e il governo, Rosa Russo Iervolino e Alfonso Pecoraro Scanio, assolutamente convinti che la colpa non sia affatto loro (o perlomeno vada spartita con tutti) e che dunque ogni richiesta di dimissioni sia pretestuosa, la dice lunga. Tutti colpevoli? Nessun colpevole. La Corte dei conti però, almeno in un caso, è convinta che un colpevole ci sia. E lo ha individuato nel governatore campano. Fu lui, infatti, nel ruolo di Commissario, a dare vita alla Pan (Protezione, ambiente e natura: sic) creata nel 2002, con un capitale di 255 mila euro poi trasferito gratuitamente alla Provincia di Napoli e all'Arpac (l'agenzia regionale di protezione ambientale), per dare un servizio informativo sull'emergenza ambientale ma rivelatasi un carrozzone clientelare. Venti mila dipendenti Non l'unico carrozzone, sia chiaro. Come ha scritto sul Corriere del Mezzogiorno Simona Brandolini, con la scusa dell'emergenza i dipendenti dei 18 consorzi di bacino sono via via aumentati fino a diventare ventimila: «Uno ogni 300 abitanti. La Lombardia produce più immondizia della Campania ma per ogni netturbino lombardo risultano esserci 25 netturbini campani ».

Di più: «Quelli che devono raccogliere la "sfraucimma" (cioè il materiale di risulta dei cantieri) sono allergici alla polvere, quelli che devono selezionare il cartone non possono sollevare più di due chili causa un mal di schiena ben certificato». Per non dire di quanti hanno denunciato il Commissariato perché «non lavorando, si sono giocati lo stipendio a tressette». Tornando al Pan, la sentenza della Corte dei conti dice che assunse senza motivo 100 lavoratori socialmente utili. In realtà, stando al bilancio della società, al 31 dicembre 2006 gli Lsu erano 180. Su un totale di 208 lavoratori. Che facevano? In 34, come abbiamo raccontato, «lavoravano » a un call center dove ricevevano mediamente una telefonata a testa alla settimana. Gli altri seguivano non meglio precisati progetti degli enti locali, in particolare della Provincia di Napoli, il cui presidente è quel Riccardo Di Palma che del commissariato per l'emergenza (dettaglio stigmatizzato della commissione parlamentare presieduta da Paolo Russo, anche per i 400 mila euro di compensi) era consulente.

Risultati? L'anno scorso ha incassato 4,3 milioni di euro di fondi pubblici (insufficienti perfino a pagare gli stipendi: 5,6 milioni) chiudendo con un buco di 1,2. L'anno prima, nel 2005, ne aveva persi il doppio: 2,3. Un disastro tale che due mesi fa, quando stava per arrivare la sentenza di primo grado (in appello si vedrà: auguri) la società è stata cancellata. Meglio, è stata fusa in un'altra, l'Arpac multiservizi, controllata dall'Arpac, l'Agenzia regionale di protezione ambientale. Troppo tardi, però, per evitare la stangata dei giudici contabili. Che chiedono a Bassolino di risarcire 3,2 milioni di euro.

Sergio Rizzo
Gian Antonio Stella
06 gennaio 2008

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#2   08 Gennaio 2008 - 01:20
 
Qui ci scappa pure il morto....
Napoli merita una lezione da parte delle Forze Armate dello Stato.
Abbasso i terroni e la terronaggine
utente anonimo

#3   09 Gennaio 2008 - 18:42
 
Da anni ormai le discariche e gli inceneritori, i centri x lo smaltimento dei rifiuti a Napoli e in tutta la regione sono sotto la monarchia camorristica,questa è cosa nota da un pezzo a tutt'Italia.
Nessuno ha fatto nulla x evitare il casino che è esploso nell'ultimo mese. Nè i politici, nè la gente.
Perchè oltretutto vorrei sapere quanti di loro pagano la bolletta del rusco, quanta gente fa la raccolta differenziata e soprattutto ho visto personalmente sacchi di monnezza volare giù dalle finestre, come se di sotto ci fosse il nulla, anzichè il centro sovraffollato di Napoli.
Tutto va storto e la colpa non è solo di prodi che doveva correre ai ripari. Uno stato è rappresentato anche da chi ci abita,no?
Un'altra cosa: in tutta Europa non si parla altro che della mafia italiana, sono rimasti scandalizzati dall'audience altissima del serial su totò riina, poi esce fuori che germania e chissà quanti altri paesi facevano smaltire i propri rifiuti in campania, ovviamente grazie alla super gestione camorristica, che mai si è mossa nell'ombra, che mai ha avuto controlli dallo stato, che mai è stata denunciata da nessuno, anzi, i camion che ogni notte svuotavano i cassonetti vengono tutt'ora presi d'assalto.
A questo punto ,non è + problema solo italiano, visto che nei centri di smaltimento c'hanno messo le mani in molti.
utente anonimo

#4   09 Gennaio 2008 - 21:41
 
Si si ma i terroni rimangono marci dentro anche con l'inceneritore.Bruciarli vivi la dentro
sarebbe l'ideale, rimango catacombe molto capienti da riutilizzare nel sottosuolo partenopeo.
Che ne dite?
utente anonimo

#5   09 Gennaio 2008 - 23:04
 
...piuttosto brucerei i pensieri general-qualunquisti come quelli che hai tu..da populino che si ritiene informato leggendo esclusivamente city tra un cappuccino e una brioches frugali prima di andare in ufficio. Il discorso è molto + complesso e và approfondito. La prima questione è capire da che parte stanno i napoletani. Moltissimi di loro lavorano x la camorra. Pensa che il 90% dei negozi del centro storico ha affiliati diretti della camorra che gestiscono e smuovono affari di miliardi di euro. Senza contare le punte di droga, gli appalti edilizi, il settore tessile, l'intero porto di napoli è gestito esclusivamente dalla camorra. Di conseguenza quest'ultima dà lavoro a migliaia di ragazzini che per 2 lire iniziano la loro carriera come pali di spaccio, a gestori di negozi, commesse, operaie che lavorano chine 15 ore al dì a macchina cercando di taroccare il meglio possibile jeans di marca, muratori, idraulici,piastrellisti e via dicendo. Perciò la maggior parte dei napoletani vive e si sorregge grazie alla camorra, che mensilmente li paga, alle mogli degli arrestati viene addirittura versata una mensilità x il sostegno della famiglia, cure mediche incluse. La camorra si è sostituita in tutto e per tutto allo stato,che probabilmente se n'è sempre fottuto. Ovviamente detta le sue leggi, se sgarri,sono particolarmente dure e non risparmiano donne, nè bambini, tantomeno parenti nè amici. Anni fa napoli ha avuto una delle poche occasioni per liberarsi da questa egemonia, poichè i due boss dei clan più importanti, la famiglia di lauro e i nuvoletta furono arrestati in seguito ad uno scisma vero e proprio. Una guerra civile per spartirsi napoli a metà soprattutto x lo spaccio. Perciò ci furono soffiate da entrambe le parti e furono arresati non solo i boss, ma i sottoposti più influenti. Pareva la fine della camorra, in realà è stato l'inizio di una nuova generazone, nuove leve giovani e feroci, capaci a usare armi e a gestire il mercato internazionale delle piazze di coca, di cincisfratte tarocche, degli appalti edilizi. Tempo un anno e napoli fu sottomessa di nuovo, mi viene da pensare che a molti fa comodo e gola guadagnare il doppio di quello che un lavoro in regola ti permetta di fare.
Perciò mi chiedo, è utile mettere militari e forze dell'ordine a spalare monnezza, quando comunque essa prolifera florida e marcia da tutt'altra parte e comunque? Tra un anno preciso saremo da punto e a capo, finchè la mentalità è quella di proteggere l'unica fonte di guadagno in uno stato che se ne sbatte? A voi altri commenti e, volentieri critiche.
utente anonimo

#6   10 Gennaio 2008 - 00:07
 
La politica, i suoi governi, sono chiamati a mediare fra i ricchi e i poveri, fra il pubblico e il privato, fra le èlite e le masse, insomma tenere insieme questo mondo scombinato. Qualcosa del genere avviene a Napoli ma in forme istituzionali, non da contratto sociale. Semplicemente , una cordata di politici, di affaristi, di camorristi si è impadronita della città, della regione distribuisce una parte del maltolto per tenere la plebe sotto il livello esplosivo.. Si dirà che questo è una schematismo rozzo. Il ministro Paolo Cirino Pomicino a chi fa un tale discorso ribatte: >

Perfetto! Un voto che notoriamente è di opinione, di libera scelta per non più del venticinque per cento, il resto essendo comprato con il denaro o i posti o la violenza, come sacra testimonianza del consenso popolare e della legittimità dei suoi delegati. Autoritario è chi si oppone alla cordata del potere e per colpire qualcuno dei potenti le prove ci vogliono.

Forse il giudice Guido Alemi pecca di pessimismo quando afferma:
utente anonimo

#7   11 Gennaio 2008 - 13:00
 
Le notizie su Napoli in diretta e per l'urgenza che hanno stanno diventando sempre meno,si parla di vigili del fuoco aggrediti e teppisti. Quando a Napoli sono in guerriglia urbana da dieci giorni.
La camorra sta spingendo la tensione ma questo non passa, la gente è sommersa dall'immondizia fin sotto la finestra e vive nell'emergenza da settimane e settimane a rischio epidemie. Nutrirsi di diossina nel cibo locale e respirare fumi di incendi continuamente appicati e voluti è trovarsi nell'inferno. Qui al Nord non si ha la percezione del reale, il racconto e la notizia sulla carta stampata sembra allontanare ciò che è in corso.
Stanno tornando in prima pagina gli omicidi estivi e purtroppo sembra che si aspetti il morto sotto la camionetta a Napoli.
fikafutura
utente anonimo

#8   13 Gennaio 2008 - 23:19
 
La Storia siamo Noi ricordatevelo anche nel nome di Padre Pio

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=402&

La grande professionalita' di Minoli al servizio della Santita'
utente anonimo

#9   13 Gennaio 2008 - 23:21
 
Minoli?

http://it.youtube.com/watch?v=QvpVH4sHwzk
utente anonimo

#10   14 Gennaio 2008 - 12:12
 
utente anonimo

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